Prof. Roberto Rosso

Profilo Docente: Roberto Rosso

Mi chiamo Roberto Rosso, sono nato nel 1976 e il mio percorso di ricerca si è sempre sviluppato all'intersezione tra la speculazione filosofica, la psicologia cognitiva e l'indagine sul comportamento umano. Ho conseguito la Laurea in Filosofia presso l'Università degli Studi di Torino nel 2004, laureandomi con 110 e Lode e discutendo una tesi dal titolo "Isocrate, Platone e Aristotele: Tre intellettuali a confronto tra retorica e politica nell'Atene del IV secolo". Negli anni immediatamente successivi, ho continuato a esplorare il ruolo pratico e sociale della filosofia partecipando, nel 2005, a un seminario di specializzazione sulla comunità, la modernità e l'intercultura ad Acqui Terme, per poi approfondire i temi della consulenza filosofica nel 2011 con l'Associazione Nazionale "Phronesis" di Torino.

La Psicologia e la Centralità dell'Autoregolazione

Tuttavia, ho sempre avvertito la necessità di superare i confini della pura teoria filosofica per comprendere i meccanismi reali del comportamento umano. Per questo motivo, mi sono sempre occupato di autoregolazione, un tema che costituisce la spina dorsale dei miei studi psicologici e umanistici. Per dare fondamento clinico a questa indagine, nel 2016 ho conseguito la Laurea in Discipline Psicosociali presso l'Università Telematica Internazionale Uninettuno (110 e Lode). La mia tesi, intitolata "Aggressività e Autoregolazione in infanzia fanciullezza e adolescenza", riflette con precisione il nucleo del mio interesse: il modo in cui l'individuo impara a governare i propri istinti e le proprie reazioni affettive.

Ho proseguito questo filone di ricerca completando, nel 2020, la Laurea Magistrale in Processi Cognitivi e Tecnologie (110 e Lode), focalizzandomi sui complessi processi di segregazione e integrazione nella definizione del Sé nelle realtà virtuali

Il Rapporto tra Autoregolazione e Desiderio (Appetitus)

Nei miei studi, il tema dell'autoregolazione è inseparabile da quello del desiderio, o appetitus. Spesso cerchiamo di spiegare e organizzare ogni cosa attraverso un razionalismo normativo, ma le nostre percezioni e i nostri desideri non sono distaccati dai nostri stati interiori o fisiologici.  

L'essere umano, guidato dall'appetitus, cerca costantemente di gestire la realtà circostante attraverso i propri pensieri; tuttavia, inevitabilmente si scontra con l'imprevedibilità del mondo. Quando le cose non funzionano come previsto dai nostri calcoli e desideri, il nostro "io" razionale entra in conflitto e soffre. Spesso trascorriamo la vita aggrappandoci a obiettivi futuri, attribuendo a questi traguardi il potere esclusivo di dare significato alla nostra esistenza, finendo però per porre l'io in uno stato di costante ansia e tensione rispetto a ciò che non abbiamo ancora raggiunto. Noi tendiamo a cogliere il valore della nostra esistenza quasi esclusivamente all'interno della valutazione mondana e del rapporto con l'altro.

L'autoregolazione interviene esattamente in questa frattura. Essa richiede di comprendere che i nostri pensieri non sono i padroni assoluti del nostro corpo né dell'io stesso, ma sono assimilabili a secrezioni del cervello, funzionali ma non onnipotenti[cite: 26]. Autoregolarsi significa imparare a "lasciar andare" l'ansia di controllo, riconoscendo che non è necessario inseguire o fuggire disperatamente dagli oggetti del nostro desiderio per ottenere la felicità o respingere la tristezza. L'obiettivo non è spegnere il pensiero, ma imparare a restare saldi nel mezzo delle innumerevoli fluttuazioni umane, osservando le giornate serene, piovose o tempestose della nostra psiche senza farci travolgere dalle condizioni esterne o fisiologiche.

 

Corsi di questo docente

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Seneca medico dell'anima